Il trucco senza tempo: l’intramontabile rossetto rosso
Il trucco senza tempo: l’intramontabile rossetto rosso
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Il trucco senza tempo: l’intramontabile rossetto rosso

Se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettevi il rossetto rosso e attaccate.”

Coco Chanel

Ever green indiscusso del make up mondiale, il rossetto rosso è l’inconfondibile simbolo di femminilità, seduzione, grinta e carattere.

Il primo esemplare di rossetto rosso risale all’epoca dei Sumeri: nel 2800 a.C. nella tomba della principessa Shub-ad fu rivenuta una piccola scatola d’oro contenente una pasta fatta di polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa, con relativo pennellino per applicarlo. Ai tempi degli antichi Egizi, le donne amavano tingersi le labbra di rosso. Si narra che Cleopatra, abile seduttrice, realizzava il suo rossetto rosso ricavandolo dai pigmenti di coleotteri e formiche.

Grande icona storica del rossetto carminio fu nel XVI secolo la regina Elisabetta I, che lo esibiva sul suo volto bianchissimo ed era realizzato con una miscela di cera d’api e piante.

Tuttavia nel corso della storia il rossetto rosso è stato visto anche come simbolo di lussuria e incitamento alla perdizione, tanto da indurre nel 1770 il Parlamento britannico ad approvare una legge secondo che ne condannava l’utilizzo.

Al contrario nella Francia di fine settecento le donne di classe superiore erano incoraggiate ad utilizzare i cosmetici, per distinguersi delle donne di ceto inferiore; risale a quell’epoca il primo “bastoncino”, che era una pasta semisolida a base di terra rossa (“terra di Parigi”), sopra un legnetto e seccata al sole. È questa anche la fase il cui il rossetto rosso venne glorificato, grazie alla sua funzione estetica, come modificatore della forma delle labbra.

Il rossetto rosso attraversò secoli sempre in bilico sul filo del proibizionismo, finché nel 1910 si affermò definitivamente grazie alla produzione del primo stick da labbra. Il rossetto rosso si presenta negli anni 20 e 30 in gradazioni più scure e con bocche a forma di cuore.

Quando nel 1920 fu approvato il 19° emendamento, le donne americane ottennero il diritto al voto ed il rossetto divenne un vero status simbol, tanto che Elisabeth Arden partecipò al movimento per il suffragio, marciano per la Fifth Avenue e distribuendo a tutte le manifestanti il suo rossetto rosso. Negli anni 40 le tonalità più diffusa fu quella rosso sangue e con labbra notevolmente arrotondate; negli anni 50 e 60 si sfuma di fucsia, arancione e rosso lacca creando l’effetto di labbra abbondanti.

È assodato, dunque, che dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l’inizio delle produzioni cinematografiche e il conseguente mito delle dive di Hollywood che lo utilizzavano ampiamente, il rossetto rosso è tornato alla ribalta diventando uno dei must have del mondo femminile. Come dimenticare  Marilyn Monroe, il cui segno distintivo erano le labbra che valorizzava con il rossetto rosso scarlatto.

Da allora in poi il rossetto rosso è sempre stato alla moda e grazie alla sua versatilità -perché non tutti sanno che il rossetto rosso sta bene a tutte!- si riconferma sempre oggetto indispensabile nel beauty delle donne.

Barbara GUGLIELMI

1 7 4242 15 luglio, 2014 Metropolis luglio 15, 2014

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